|
Santi della Gioia
www.missionaridellagioia.org
San Francesco d’Assisi
(Assisi, 1181
o
1182
– Assisi, 3
ottobre 1226)
Il “giullare” di Dio.
I primi anni della conversione
furono caratterizzati dalla preghiera, dal servizio ai
lebbrosi,
dal lavoro manuale e dall'elemosina.
Francesco scelse di vivere nella povertà volontaria,
ispirandosi all'esempio di Cristo, lanciando un
messaggio opposto alla società duecentesca dalla facili
ricchezze. Francesco rinunciò alle attrattive mondane,
vivendo gioiosamente come un ignorante, un
"pazzo" ovvero un "giullare", dimostrando
come la sua obiezione ai valori fondanti della società
di allora potesse generare una perfetta letizia. In
questo senso il suo esempio aveva un che di sovversivo
rispetto alla mentalità del tempo.
Fonti: Wikipedia; Fioretti di
San Francesco
Beato Angelo Paoli (1642-1720) Sacerdote carmelitano
Duecentocinquanta anni prima di Patch Adams, c’era già
chi riusciva a far sorridere i pazienti nelle corsie
degli ospedali. Padre Angelo Paoli, carmelitano toscano
trapiantato nella Roma del Settecento, visitava i malati
ricoverati all’ospedale San Giovanni accompagnato da
attori e orchestrine, per allietarne la degenza. Una
sorta di clownterapia ante litteram, quella del
religioso – nato ad Argigliano, nella Lunigiana, nel
1642 – conosciuto anche come «Padre dei poveri», per il
suo impegno accanto agli ultimi.
«All’epoca alcuni di questi suoi atteggiamenti erano
considerati sconvenienti – spiega fra Giovanni Grosso,
postulatore della causa di beatificazione del
carmelitano –, come per esempio il fatto che durante il
carnevale lui stesso si mascherasse con abiti buffi
quando andava a trovare i malati». «Frate Carità» – così
era anche chiamato padre Paoli – ha dunque «anticipao i
tempi – prosegue il postulatore –, capendo per primo che
la cura degli ammalati non era solo questione di
medicinali, quanto di sollievo psicologico».
San Filippo Neri
(Firenze, 21
luglio 1515
– Roma, 26
maggio 1595)
Filippo è stato senza dubbio
uno dei santi più bizzarri della storia della Chiesa,
tanto da essere definito "santo della gioia" o
"giullare di Dio". Colto, creativo, amava
accompagnare i propri discorsi con un pizzico di buon
umore.
Molto particolare è dunque
l'insegnamento di Filippo Neri, che possiamo riassumere
principalmente in quattro punti: una singolare tenerezza
verso il prossimo, la prevalenza delle mortificazioni
spirituali, in particolare mortificazioni contro la
vanità,
su quelle corporali, allegria e buon umore per
potenziare le energie spirituali e psichiche e infine la
semplicità evangelica, di cui lui fu primo testimone.
Fonte: Wikipedia; Enciclopedia
Santi e Beati (www.santiebeati.it)
Beato Angelo d’Acri (Acri, 19
ottobre 1669
– 30
ottobre 1739)
Contro il demonio, oltre
l’arma della preghiera e della penitenza, sfoderava
quella dell’umorismo.
Fonte: Enciclopedia Santi e
Beati (www.santiebeati.it)
San Giovanni Bosco
(Castelnuovo
d'Asti, 16
agosto 1815
– Torino, 31
gennaio 1888)
“Il demonio ha paura della
gente allegra”.
Fonte: Bollettino Salesiano
– Febbraio 2006 - “Misteri” (www.donboscoland.it)
“A Chieri fondò la
Società dell'Allegria, attraverso la quale, in
compagnia di alcuni giovani di buona fede, tentava di
far avvicinare alla preghiera i coetanei attraverso i
suoi soliti giochi di prestigio e i suoi numeri
acrobatici. Egli stesso raccontava che un giorno riuscì
a battere un saltimbanco professionista, acquistandosi
così le acclamazioni e gli applausi della popolazione di
Chieri”.
Fonti: Enciclopedia dei
Santi (www.santiebeati.it);
Wikipedia
San Domenico Savio
(San
Giovanni di Riva di Chieri, 2
aprile 1842
– Mondonio
di Castelnuovo d'Asti, 9
marzo 1857)
“Noi la santità la facciamo
esistere nello stare allegri!”
Fonte: “Il borgo e la borgata:
i ragazzi di don Bosco e l'altra Roma del dopoguerra”,
AA.VV., Donzelli Editore, 2002
San Padre Pio
(Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23
settembre 1968)
L’umorismo di Padre Pio
smontava qualsiasi dubbio, disarmava tutte le
argomentazioni teologiche e psicologiche, suscitava
commozione e ammirazione per la semplicità e l’umiltà di
quel frate, dava la convinzione che quell’umorismo fosse
un dono dello Spirito Santo.
Fonte: episodi raccontati
dagli “Amici di Padre Pio”
Beato Piergiorgio
Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – Torino, 4
luglio 1925)
“Nonostante
la sua attivissima partecipazione a numerose
associazioni di quell'epoca, con i suoi più cari amici
fondò, il
18 maggio
1924
con tanto di “Proclama”,
durante una gita al
Pian della
Mussa, la "Compagnia
o Società dei Tipi Loschi";
un’associazione caratterizzata da un sano spirito
d’amicizia e d’allegria. Ma dietro le apparenze
scherzose e
goliardiche,
la Compagnia dei Tipi Loschi nascondeva l’aspirazione ad
un’amicizia profonda, fondata sul vincolo della
preghiera e della fede”.
Fonte: Wikipedia
Serva di Dio Claire de
Castelbajac (Francia, 26 ottobre 1953 –
Francia, 22 gennaio 1975)
“Vorrei regalare la felicità a
tutti quelli che avvicino e seminare la gioia. La
piccola Teresa aspettava di essere in cielo per rendere
le anime felici. Io voglio farle felici fin da ora su
questa terra”.
“Devo assolutamente rendere
testimonianza a Dio nella gioia…non bastano le belle
parole”.
“Sono continuamente immersa
nella gioia e nella pace interiore. Amo tutti e desidero
renderli felici: questa è la gioia dei figli di Dio! Da
quanto la cerco!”.
Fonte: “Vivre Dieu dans la
joie: Claire de Castelbac” – Lauret, 1991
San Josemarìa Escrivà
de Balaguer (Barbastro, 9 gennaio 1902 - Roma,
26 giugno 1975)
“Cristo non ci chiede un po'
di bontà, ma molta bontà. Però chiede che la
raggiungiamo non attraverso azioni straordinarie, ma con
azioni comuni, sebbene il modo di eseguire tali azioni
non deve essere comune".
"Lì, nel bel mezzo della
strada, in ufficio, in fabbrica, noi ci santifichiamo
via via che adempiamo il nostro dovere con competenza,
per amore di Dio, e allegramente, dimodoché il lavoro
quotidiano si trasformi non in una "tragedia
quotidiana", ma in un "sorriso quotidiano".
Fonte: Giovanni Paolo I, Il
Gazzettino di Venezia, 5 luglio 1978
 
"E il Buddha rispose: 'Non siate impazienti di credere a
una cosa anche se tutti la ripetono, o se è scritta nei
sacri testi o, ancora, affermata da un maestro riverito
dal popolo. Accettate solo ciò che si accorda con il
vostro giudizio, ciò che i saggi e i virtuosi
condividono, ciò che reca realmente frutto e felicità.
Abbandonate quanto non si accorda con il vostro
giudizio, quanto i saggi e i virtuosi non condividono,
quanto non reca realmente frutto e felicità. (...) Siete
in grado di giudicare da soli ciò che va accettato e ciò
che va rifiutato'." (Thich Nhat Hanh, Vita di
Siddhartha il Buddha - pag. 290)
In questa
sezione sono raccolti molti degli strumenti che Thich
Nhat Hanh e gli altri insegnanti della scuola di Plum
Village ci suggeriscono per entrare in contatto nel
momento presente con la stabilità e la pace che sono già
presenti in noi. Troverai consigli per la pratica della
meditazione seduta e camminata e per godere a pieno,
durante i pasti, del cibo e della vicinanza degli amici.
I Cinque Addestramenti alla Consapevolezza
(riformulazione di Thây dei tradizionali precetti
buddhisti), sono proposti come linee guida per la nostra
vita quotidiana, mentre i Quattordici Addestramenti alla
Consapevolezza sono lo strumento che Thich Nhat Hanh
propone per un buddhismo impegnato nella società.
La pratica del Toccare la Terra è uno strumento
meraviglioso per riconciliarci con le nostre radici di
sangue, spirituali e culturali, e per entrare
profondamente in contatto con la nostra interconnessione
con tutta la realtà.
I dieci movimenti in consapevolezza, infine, sono un
ottimo modo per prenderci cura quotidianamente del
nostro corpo.
Nella pagina relativa ai discorsi e agli articoli puoi
trovare alcuni discorsi di Dharma tenuti da Thich Nhat
Hanh e dagli altri insegnanti di Dharma della scuola di
Plum Village che periodicamente vengono a farci visita
in Italia, regalandoci la loro saggezza.
www.esserepace.org
|