La ricerca della felicità. Un tema attuale,in un mondo che sembra andare a rotoli tra inquinamento, guerre e povertà, su cui hanno scritto anche gli studenti italiani nella loro prima prova della maturità. Cosa pensino i ragazzi della questione, non ci è dato ancora saperlo, ma Italo Cassa, della Scuola della Pace di Roma, ci spiega che la ricerca della felicità è "un concetto un po' all'americana, qualcosa che muove dall'egoismo umano di cercare successo o altro per se stesso. E la felicità è un concetto diverso dalla gioia, che invece si può dare agli altri in tanti modi".Ecco perchè, la Scuola di Pace ha dato
vita alla creazione
dell'Agenzia
della gioia, perchè è un sentimento che non
ha limiti. La gioia è l'energia che muove la
vita stessa e per questo è inesauribile. Il
termine deriva dal sanscrito "yuj" che significa
"unione dell'anima individuale con lo spirito
universale", la ricerca di uno stato di
completezza, si spiega nel sito del progetto
lanciato qualche giorno fa dallo staff di Cassa.
Un progetto no-profit, per realizzare un "humus
della gioia", terreni fertili dove conoscere,
incontrare, fare, divertirsi, costruire, nuove
forme di relazione nel segno della gioia,
stendendo un filo di Arianna - ci fa notare il
fautore dell'agenzia - nei labirinti di
quest'epoca, non aggiungendo quantità alla
moltitudine, ma ricercando la qualità dei
rapporti umani e sociali delle proposte". Su Facebook la pagina Capitan Gioia e i bambini de l'Aquila ha già 1.168 fan,mentre lo spazio dedicato in generale al capitano coraggioso che infonde questa splendida energia ha già 723 amici, 69 foto e 9 video, ed è pronta a crescere a dismisura, per riempire quella nave immaginaria che salpa sempre verso rotte in cui sorridere. Sempre sul social network più visitato, c'è una pagina dedicata all'iniziativa di solidarietà della Scuola della Pace per i bambini di Haiti: qui, i fan sono 6.496 e crescono a vista d'occhio."L'immagine del bambino salvato dalle macerie che sorride rivedendo la
sua mamma - si legge
nella pagina di Facebook dedicata a questa
inziativa, una delle tante di solidarietà della
Scuola della Pace - rappresenta meglio di altro
quello che vogliamo esprimere. Una scuola della
gioia è quindi far si che il sorriso, i sorrisi,
possano diventare tantissimi". Dall'esperienza di Capitan Gioia, fa notare Cassa, è nata anche la scuola diclown per bambini: nella pagina del sito 'Giochiamo a fare i clown' il monito ai piccoli è di riconciliarsi con il proprio corpo, "impariamo ad ascoltarlo, ad ascoltare le sue ragioni profonde - si legge - rispettiamone le esigenze, allentiamo le difese e le tensioni che lo inibiscono, eliminiamo gli squilibri e le paure, liberiamo la sua vera anima, permettiamogli di essere immagine, incarniamone lo spirito. Andiamo oltre la facciata, sotto la pelle".Un invito che non farebbe male neanche al mondo adulto. ''Per prima cosa- secondo i promotori - si deve partire dall'idea che la Gioia è un'energia che è principalmente dentro di noi. Al di fuori di noi ci sono i rapporti umani che si muovono sulla Via della Gioia e della Qualità. Il progetto vuole basarsi sulla Coscienza, ricercando e costruendo nuove forme di rapporto, all'insegna della Qualità e della Gioia. Una rete della Gioia può essere quindi stesa partendo da questi presupposti. Persone, attività, scuole, clown, eventi, che si muovono su questo tracciato possono trovarsi e crescere insieme.C'è anche La Carta della Gioia. Una card ecologica, non in plastica, senza
microchip. Collegata
a tantissime attività in Italia e all'estero,
dove siano stati riconosciuti i criteri di
gioiosità. Infatti, fa notare cassa, gioia è
nono solo stare bene con se stessi, "ma anche
col mondo che ci circonfa, e quindi il rispetto
dell'ambiente è uno dei tasselli fondamentali".
Le attività che saranno in Rete realizzeranno e
metteranno in opera uno o piu' mattonelle della
Via della Gioia, in quanto le loro proposte, e i
rapporti umani e sociali che si andranno a
costruire, svilupperanno una crescita della
coscienza individuale e di gruppo nella Rete. In questi rapporti ci si confronterà anche con quelle che sono le necessitàmateriali della società attuale, ovvero le merci, il lavoro e il denaro, inquadrandole però come mezzi e non come fini, e ricorrendo dove possibile anche a forme di scambio sotto forma di baratto. Ma dove porta la via della gioia? Il punto d'arrivo e di partenza, fanno notare dalla Scuola della Pace, "saranno uguali perché entreremo in un circolo, un flusso di energia senza fine".http://www.nannimagazine.it/articolo/Nasce-l-Agenzia-della-Gioia-con-tanti-capitani-coraggiosi-in-missione |